Dicomano PDF Stampa Email

Agglomerato di case sul torrente ComanoAgglomerato di case sul torrente ComanoPosto sul corso del torrente Comano. poco prima della sua confluenza con la Sieve, e sviluppatosi su entrambe le sponde, il borgo ha i caratteri di centro popoloso aperto ad attività commerciali e di mercato che, sembra, vi si praticassero fin dal XII sec.
Il carattere di mercatale fu assunto dal borgo in relazione alla presenza di un’importante crocevia di strade su cui concentravano le merci e i mercanti della Val di Sieve, della Romagna e del Casentino.
Questo ruolo di Dicomano, come punto di raccolta e di scambio fu ulteriormente confermato dall’apertura, ad opera del Granduca Piero Leopoldo di Lorena, della nuova strada regia per Forlì.
Il progressivo ampliarsi del borgo lungo la via Forlivese, che attraversa Dicomano col nome di via Dante Alighieri, è ancor oggi attestato dall’affollarsi di eleganti palazzotti caratterizzati da loggiati continui e intercomunicanti con archi su pilastri quadrangolari.
Verso sud la centrale via Dante si apre nell’ampia piazza della Repubblica, su cui prospetta la larga facciata di sapore classico del palazzo delle Scuole, oggi Municipio, costruito nel 1888 su disegno di Pietro Comini.
In direzione di Forlì, via Dante Alighieri si apre nella piazza Buonamici su cui ancora prospettano i palazzi Dalle Pozze e Della Nave dagli eleganti motivi architettonici  sei-settecenteschi, portali a bugne, finestre incorniciate e stemmi.
Si tratta di due esempi di residenza signorile fortemente caratterizzanti la qualità urbana dell’architettura civile di Dicomano, talvolta toccante punte elevatissime anche in quella sacra, come nel vicino Oratorio di S. Onofrio, uno degli esempi più alti di neoclassicismo toscano.
Duramente bombardato il 27 maggio 1944, il paese ha sopportato gravissimi danni ed ha purtroppo perduto parte dei caratteri originali del suo antico impianto di mercatale, con vie tortuose e piazzette interne su cui prospettavano i palazzi rappresentativi della vita civile del borgo.

Scomparso è l’antico palazzo del Podestà, ornato da due file di stemmi, scomparsi il palazzo Bartolozzi e l’omonima piazza e molti altri edifici anche più modesti ma fortemente rappresentativi dei caratteri costruttivi accumulatisi nel tempo nella borgata. Su piazza Giacomo Matteotti rimane un bel palazzo del ‘700, già sede del vecchio Comune di Dicomano.
Abbastanza integri nel loro aggrupparsi spontaneo i quartieri intorno al Ponte Vecchio, con le vestigia dell’antico Ghetto di “Valfonda”, e in via Garibaldi, dopo via Ponte Vecchio, ora rimangono, nel quartiere Forese, parti di antichi loggiati e un basamento in pietra oggi adibito a fontanile.
Su un poggio a nord-ovest, sovrastante l’abitato di Dicomano è la Pieve di S. Maria che ha mantenuto relativamente integra l’originale struttura romanica, con i caratteri degli edifici del contado fiorentino del XII-XIII sec

 

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